Ecco come il governo riduce i diritti dei lavoratori

Il Fatto Quotidiano centra perfettamente l'obiettivo:
L'attacco di Tremonti sulla legge 626 sulla sicurezza è solo l'ultimo episodio
“Lussi che non ci possiamo permettere”, dice il ministro Giulio Tremonti. “Vincoli che hanno intrappolato il Paese nella scarsa crescita”, li chiama il ministro Maurizio Sacconi. Diritti (per i lavoratori) e sanzioni (per i datori che non li rispettano) sono stati, in questi due anni di governo Berlusconi, al centro di quella che Sacconi ha definito “una poderosa azione di deregolazione”. Risultato: i precari sono più precari di prima, quindi meno inclini a rispettare se diritti e sicurezza non vengono rispettati. Mentre il rispetto delle condizioni minime di qualità del lavoro è affidato più al buon cuore degli imprenditori che alle sanzioni (cancellate o ridotte) previste dalla legge. Ecco quello che è successo in questi anni.
Ma in quanto a Voci, si è superato il limite:

Voce. Sempre nel collegato lavoro, viene introdotta una novità sui licenziamenti orali: spunta il limite di 60 giorni per impugnarli davanti al giudice. Il rischio è che così un’impresa licenzi il dipendente e, se questo protesta, trovi testimoni compiacenti pronti ad affermare che sono trascorsi almeno 61 giorni dal fatto. Così evita ogni conseguenza.

Questa è solo una parentesi sui diritti dei lavoratori.
C'è ancora qualche credulone convinto che i lavoratori siano tutelati?

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