Social Killer - Anteprima Esclusiva Quarto Paragrafo

Per l'evento mediatico (Libri, genere thriller) Social Killer, Vito Di Bari regala il quarto paragrafo in Anteprima agli Amici di Fattore Zero. Ricordiamo che in Italia è partito il primo thriller gratuito su multipiattaforma, SOCIAL KILLER ( di cui ho scritto nei post precedenti ). Nel seguito di questo post vi indico tutte le informazioni inerenti questo evento, innovativo a livello internazionale e italiano.
Adesso leggiamo l'anteprima del quarto paragrafo! (sarà disponibile domani per il download).
Ecco le informazioni relative al network di Social Killer:

1) link al sito del social: datebook.it
2) link alla pagina facebook ufficiale dell'ideatore e scrittore Vito Di Bari: FB Vito Di Bari
3) App disponibile su iTunes ( scaricatela per leggere tutto il thriller ) - categoria Libri, genere thriller


SOCIAL KILLER
Un romanzo di Vito Di Bari




4. Lucia
“Ti va di fare due passi nel parco?”
Lucia porta alle labbra la tazzina di caffè e beve l'ultimo sorso, fingendo di pensarci. Non vuole rispondere subito perché la risposta sarebbe “Sì, sì, mille volte sì”  ma è il loro primo incontro e non sta bene. Posa la tazzina e lo guarda, le piace quando sorride così …
“Perché no?” dice “mi piace passeggiare... ” e pensa con disappunto alle scarpe Fratelli Rossetti che ha messo quella sera. Per essere elegante e sembrare più alta. Lucia si chiede se sopravvivranno all'erba umida e se i tacchi soccomberanno alle buche dei sentieri. Si chiede anche se ne vale la pena, lo guarda sorridere e si risponde di sì.
Lui chiede il conto alzando una mano, arriva un cameriere e glielo porge, era già pronto. Il conto neanche lo guarda, infila una mazzetta di soldi nella mano tesa e lascia lì il fogliettino. Poi si alza e gira intorno al tavolo, le prende la mano e accompagna il suo movimento quando si alza, mentre con l'altra mano scosta la sedia.
“Sei perfetto” pensa Lucia “semplicemente perfetto! Ma dov’eri nascosto?” si chiede. Sorridendo. Fino a pochi giorni prima lui era solo una faccia e qualche chat in datebook.it, il suo social network del cuore.
Lui la precede, le apre la porta, la fa passare per prima.
“Mi aspetti un attimo?” le chiede mentre chiude la porta del ristorantino romantico dove l'ha portata.
È un locale minuscolo, nascosto in fondo a una stradina che da via Corelli s’inoltra nel parco Forlanini, a Milano. In fondo al parco s’intravvedono le macchine che passano veloci sul viale, dirette all'aeroporto di Linate. Quelle auto sembrano appartenere a un altro mondo, un mondo lontano e irreale, se lo si guarda dalla quiete di quella piccola trattoria immersa fra gli alberi e circondata dai prati.
Lucia fa un lungo respiro e si guarda intorno.
È bello, lì, c'è tanto silenzio e uno spicchio di luna nel cielo. E si vedono anche le stelle perché i lampioni nel parco sono pochi e le luci della città lontane.
“È magica, questa notte!” pensa Lucia e rabbrividisce. Si chiede se è per quel soffio di brezza che le sfiora il seno scoperto dalla scollatura o se è per quei pensieri che le solleticano ora la fantasia.
Lui sta tornando, ha preso qualcosa dall’auto.
“Il mio bastone da passeggio” dice, sorridendo e mostrandole un tubo di ferro cromato.
Lucia capisce che è un gioco. “Che strano...”  si dice, ma qualcosa la distrae, un movimento furtivo della sua mano che infila nella tasca posteriore dei jeans un lungo astuccio sottile.
“Oh, Dio mio!” pensa Lucia. “Sembra l'astuccio di una gioielleria… No, dài, non è possibile… è il nostro primo appuntamento... ” Gli sorride, lui le porge la mano.
Lucia prende la sua mano e lui la conduce verso un sentiero che si addentra nel parco. Lui non parla, Lucia neanche, i grilli friniscono, Lucia è felice. Lui cammina a passi brevi e regolari, appoggiando il tubo per terra ogni due passi, come se fosse davvero un bastone.
Lucia prende il ritmo di quel passo e lo segue nel parco, dove il buio rende tutto più intimo e i rumori delle auto che sfrecciano si attutiscono, fino a scomparire. Lui non le parla, guarda fisso davanti a sé e accelera il passo.
Il buio li avvolge.
“It’s show time!” dice lui, girandosi senza preavviso verso di lei e facendo un inchino, quando arrivano in un angolo remoto del parco circondato da alberi.
“E questo è il mio palcoscenico” allarga le braccia a mostrare l’intrico verde di rami e di foglie che nasconde il mondo alla loro vista.
Lucia ride, sorpresa da quel siparietto inatteso.
Lui lancia in aria il tubo cromato, Lucia lo guarda roteare, in alto, sempre più in alto. E poi lo vede scendere ruotando sull'asse, come il bastone della capofila delle majorettes.
Lui tende un braccio di scatto e l’afferra a un metro da terra, flettendo appena il polso.
Lucia batte le mani e ride, come una bimba che guarda un giocoliere. Lui accoglie l'applauso con un altro inchino, un braccio teso a reggere il tubo cromato puntato per terra e l'altro braccio ad accompagnare l'inchino con una giravolta della mano.
Lucia ride e batte ancora le mani.
Lui solleva il tubo cromato e una gamba, come se stesse per iniziare una danza, Lucia lo guarda, estasiata. Lui fa perno sull'altra gamba ed esegue una giravolta. È un movimento molto fluido, accompagnato dalle braccia che volteggiano. Lucia è incantata, lo guarda roteare come un antico maestro di arti marziali, con il tubo che si solleva e passa sopra la sua testa in un ampio arco.
Ora lui è di spalle ma non si ferma, continua a volteggiare e il tubo scende come un sole al tramonto mentre lui fa una giravolta e torna a guardarla. 
Sta fissa rapita, le viene da piangere per la felicità e chiude gli occhi per godere meglio quell'intensa emozione.
Poi è un attimo.
Sente un dolore fortissimo, cade a faccia in giù nell'erba. Non capisce.
Lui le mette un piede sotto la pancia, solleva il piede e la rivolta a faccia in su. La guarda come si guarda una cosa. Lucia sente un dolore insopportabile alla gamba destra e capisce che ha il ginocchio spezzato.
“Benvenuta nel mio show” le dice, calando la sbarra sull'altro ginocchio, il sinistro.
Lucia sviene.
La risveglia il dolore. Apre gli occhi, lui non c'è.
Sente freddo ora, tanto freddo, e le ginocchia le fanno un male terribile.
Solleva un po' la testa e si guarda. È nuda, stesa sull'erba, sola. Le gambe sotto il ginocchio sono divaricate, come quelle di un burattino abbandonato per terra. Poggia i gomiti sull'erba e cerca di sollevarsi per cercarlo fra gli alberi, per assicurarsi che non ci sia più, che quell'incubo sia finito.
Sente uno scricchiolio e un risucchio nell'aria dietro la nuca, la mazza di ferro si abbatte con forza sul gomito destro. Lucia cade su un fianco, il gomito le fa malissimo. Un altro risucchio e la mazza le spezza il gomito sinistro.
Lucia sviene ancora.
Ora sente qualcosa che le tocca le guance con forza, uno schiaffo, due, tre.
Lucia apre gli occhi, lui è in piedi davanti a lei, le gambe aperte ai lati dei suoi fianchi. Le ha appoggiato la testa su una pietra, si sporge in avanti e la schiaffeggia. Le sue mani hanno un tocco strano.
“Ha messo guanti di plastica” pensa Lucia, le ginocchia e i gomiti le fanno malissimo. Sviene ancora.
La risvegliano gli schiaffi, metodici e costanti, ma lei non apre gli occhi, vuole cercare di pensare.
Perché?” pensa “avrei fatto tutto quello che voleva… Mi piaceva, maledizione! Perché?
Lui continua a schiaffeggiarla. Destra, sinistra, destra, sinistra. Non sono schiaffi forti, ma cadenzati. Sembra un bizzarro rituale. Tutto è irreale tranne il dolore, che ora è insopportabile. Lucia apre gli occhi e lo guarda.
“Perché?” gli chiede con voce stridula, urlando. Lui si ferma e la guarda. Sorride.
“La vuoi la mia amicizia, Lucia?” domanda lui con uno sguardo seducente.
Lucia inizia a urlare, ma non c'è nessuno ad ascoltarla. Lui infila una mano nei jeans e tira fuori l'astuccio. Lo apre lentamente, come una reliquia.
“Oh, Dio mio!” pensa Lucia guardando uscire una lama sottile. “È lunghissimo” pensa “sembra uno stiletto, o un bisturi”. Lucia capisce che tutto era stato studiato e che non c'è nulla che possa dire o fare per cambiare il proprio destino. Quella lama affilata è l'ultima cosa che vedrà. Chiude gli occhi e li stringe forte, non vuole guardare.
“Nessuno è come sembra, Lucia” lo sente dire mentre la lama le incide il petto e scende dall'incavo dei seni verso i fianchi. Prima verso destra, poi a sinistra, e quindi subito sopra l'ombelico, a congiungere i due lunghi tagli. Lucia sente il caldo di piccoli rivoli di sangue che le scivolano sul corpo.
“Stiamo imbrattando l'erba” pensa mentre inizia lentamente a morire.
“Parliamo, ti va?” le dice lui.
Lucia sbarra gli occhi. Vede il sorriso dolce di lui che la guarda con tenerezza.
“Fai la brava bambina, dimmi la verità. Cos’hai da perdere?”
Sembra quasi che la stia pregando.
Lucia sente che le forze iniziano a venirle meno ma non vuole arrendersi, non ancora.
“Cosa vuoi sapere?” risponde con un filo di voce.

Nota
I paragrafi dal 5 al 8 verranno pubblicati uno per giorno su www.datebook.it, dopo di ché l’unico modo per leggere il libro sarà scaricare l’applicazione per iPhone/iPod touch o, per gli utenti Vodafone, mandare un sms con scritto KILLER al 4887700. Ti ricordo che il libro è GRATIS , salvo i costi di connessione telefonica.
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